Il metodo Barreras e lo Zen

tango argentinomauro barreras 4

Il Metodo barreras migliora la predisposizione all'apprendimento

Insegnare il tango con il metodo Barreras vuol dire anche trasmettere una predisposizione all’apprendimento che migliora l’efficacia dell’insegnamento stesso. Non solo. 

L’insegnamento del tango con il Metodo vuol dire trasmettere conoscenze che vanno oltre la conoscenza tecnica dei singoli passi e che fanno la grande differenza: la grande calma e rilassatezza, la quasi totale semplicità d’azione e la grande consapevolezza di tutto quello che accade intorno a noi e dentro di noi. 

I principi trasmessi dal Metodo sono delle linee guida per migliorare la qualità dell’apprendimento. Questi principi non sono di immediata comprensione perchè riguardano i livelli profondi della persona, ma portano a risultati sicuri con il loro allenamento nello studio del tango. 

I principi zen del metodoBARRERAS

I principi alla base del Metodo Barreras si avvicinano molto alla filosofia Zen e possono essere così riassunti: 

  1.  essere presente completamente a ciò che stiamo facendo;
  2. esercitarsi lentamente e intenzionalmente;
  3. concentrarsi sulla pratica, non sul risultato
  4. vivere il momento, e non girarci attorno
  5. mantenere una mente da principiante: una mente vuota da preconcetti, ma sempre disposta all’apprendimento;
  6. fare di meno per farlo meglio, ovvero rallentare. Rallentare significa inserire un respiro cosciente, leggero, fluido fra gli stimoli sensoriali/emotivi che riceviamo e le reazioni con cui rispondiamo. Questo ci consente di agire in accordo con le nostre emozioni e intenzioni espressive, e non impulsivamente;
  7. essere presente completamente a ciò che stiamo facendo: concentrati sulla pratica che diventa un tutt’uno con la completezza. La completezza stessa è pratica.  Possiamo trovare la completezza anche se non sappiamo cosa sia, anzi, non dobbiamo sapere cosa sia: la completezza ci avvolge, si sente, e soprattutto ci armonizza;
  8. fare le cose lentamente e intenzionalmente: destinare del tempo necessario a ciò che abbiamo capito essere importante, lentamente, sensibilizzando i sensi in modo da trovare una maggiore leggerezza e autenticità nel movimento e nella comunicazione;
  9. concentrarsi sulla pratica, non sul risultato, liberando la nostra mente dai pensieri distraenti e negativi, nei movimenti lenti o più veloci;
  10. destinare il tempo a quello che conta;
  11. vivere il momento, e non girarci attorno: se ti appassioni al ballo finisci spesso col perdere la concezione del tempo. Condividere, donarsi, con quello che stiamo facendo;
  12. trovare la felicità in ciò che riusciamo a fare: la pratica, la nostra intenzione di migliorare, crederci sono l’oggetto stesso della nostra felicità;
  13. liberare la nostra mente come in una sorta di meditazione leggera quando siamo pronti per abbracciarci, quando siamo abbracciati  e osserviamo quello che succede tra di noi, attorno a noi, ascoltando il nostro corpo, un respiro dopo l’altro e quello che ci passa in mezzo, senza pensare ad altro;
  14.  non irritarsi per la non riuscita dell’esercizio, ma perseverare per migliorare;
  15. esercitarsi: rendersi conto delle tensioni che si generano quando proviamo un esercizio, evitare il disgusto, rabbia verso se stesso come l’altro: respirare, rilassare, riprovare. Non perdere mai la gioia di danzare. 

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