Il Metodo Barreras come metodo posturale

schemi posturali errati

Il Metodo Barreras offre un percorso di studio molto concentrato sul raggiungimento della migliore postura, base necessaria per arrivare a migliorare il nostro movimento.

Ogni persona ha il proprio schema posturale che mantiene abitualmente e che costituisce il proprio modo naturale di atteggiarsi, ma se questo schema non è fisiologicamente corretto, può apportare danni alle strutture anatomiche.

Il nostro corpo ha l’abilità di rimanere stabile nella posizione eretta, sia da fermo che in moto, anche quando si assumono atteggiamenti posturali errati.

Mantenere l’equilibrio in un atteggiamento scorretto richiede un dispendioso lavoro muscolare. Dolori, traumi, stress, abitudini errate, malocclusioni o disfunzioni fisiche (visive, uditive, etc.) portano ad adottare schemi posturali di compenso,  con risposte di eccessiva tensione muscolare. 

Non solo. Il nostro corpo reagisce negativamente alle emozioni quali ansia, stress, paura, irrigidendosi, chiudendo le spalle e, con esse, la cassa toracica. 

Tutto questo rende la respirazione affannosa e superficiale, e provoca danni da sovraccarico a causa dell’aumento dello sforzo locale, con ripercussione negativa sul tono muscolare, articolazioni e legamenti.

Riallineare i segmenti posturali

Il Metodo Barreras parte dal presupposto che gli atteggiamenti posturali scorretti debbano essere risolti bilanciando meccanicamente il corpo su tutti i piani (verticale, orizzontale e sagittale). 

Il Metodo mira a ripristinare l’armonia tra i tre principali segmenti corporei: arti inferiori, bacino e tronco. 

Quando questi segmenti sono allineati ed equilibrati nella posizione eretta, ci ritroviamo in uno stato d’equilibrio armonico e stabile.

Il lavoro di rieducazione posturale, svolto attraverso una pratica fisica e di coscienza molto lenta, interviene sul rilassamento, assestamento, allungamento e flessibilità muscolare.
Il Metodo ci guida nella ricerca di uno stato muscolare rilassato ma vigile, più preparato a compiere il movimento. La caratteristica di questo lavoro è la sua dolce applicazione.

L’efficacia di questo Metodo sta nel fatto che questi principi li possiamo applicare facilmente nella vita quotidiana, non solo se vogliamo diventare ballerini professionisti di danza classica, ma semplicemente perché vogliamo avere un apparato locomotore più efficiente e sano.

Come abbiamo già spiegato nell’articolo  respirazione, la rieducazione posturale è aiutata  dall’uso corretto della respirazione. Ma quando si vuole imparare il tango, ballo in cui anima e corpo sono simultaneamente coinvolti, la respirazione diventa imprescindibile. 

STADI POSTURALI

La ricerca della nostra migliore postura avviene attraverso tre stadi.

Si parte dal concetto di “posizione scheletrica” (relazionata al peso e al rilassamento nello stato di riposo naturale o cedimento) per raggiungere una posizione più evoluta, definita “muscolare”. 

La posizione muscolare è caratterizzata da 

– un maggior controllo dell’asse del corpo, 

– una estensione muscolare, 

– un rilassamento armonico, sospeso, consapevole e selettivo, 

– una maggiore armonia del tono, da articolazioni libere da sovraccarichi. 

 

PRIMO STADIO

Posizione scheletrica o naturale. Il primo stadio è lo stadio Percettivo dove l’allievo comincia a diventare cosciente del suo corpo nelle sue parti e del suo peso iniziando a riconoscere l’appoggio a terra. 

Riconosce nella stazione eretta bipodale un rilassamento naturale dove esiste un sostegno naturale del corpo dato dal tono (tono: tensione attiva dei muscoli, permanente e involontaria)

SECONDO STADIO

 

Posizione Muscolare (associata al processo delle prime costanti: respirazione, rilassamento armonico, assestamento ed estensione). 

Il secondo stadio prevede, iniziando dall’appoggio a terra, che l’allievo sia in grado di assestarsi nella linea dell’asse. 

Consiste essenzialmente nel passaggio dal rilassamento apparente o disarmonico (o cedimento) al rilassamento armonico. 

Prevede l’arresto della oscillazione del vaso pelvico riportando l’osso sacro in una posizione neutra; consiste nel mettere a fuoco l’asse della colonna vertebrale nel bacino per estendere la colonna vertebrale fino alle cervicale (muscolatura sacro-spinale).

Nello stadio muscolare il movimento diventa più cosciente e controllato, libero di esprimersi.

TERZO STADIO

 

Posizione muscolare sospesa (quinta costante: sospensione) è il risultato della risoluzione (acquisizione permanente o costante) del secondo stadio. 

Il terzo stadio prevede il mantenimento dello stato di estensione della colonna vertebrale nel movimento. 

Tale estensione sospesa è il risultato di uno stabile appoggio a terra, una estensione della muscolatura specifica e tecnica delle gambe possibile con l’assestamento del bacino, che prosegue nell’estensione del tronco (muscolatura della colonna vertebrale e retto dell’addome).

la respirazione come mezzo

 

Nell’articolo sulla respirazione e postura abbiamo visto come queste siano strettamente correlate. Dunque in tutti e tre gli stadi è necessario applicare una corretta respirazione. infatti, come si è già visto, una respirazione completa e serena aiuta ad allentare le nostre tensioni.

TECNICA da applicare in ciascunO STADIO posturale

PRIMA FASE: RESPIRAZIONE E RILASSAMENTO

 

La prima fase è uno stadio di meditazione leggera necessario per il riconoscimento degli elementi responsabili della postura. 

Nella posizione eretta si inizia a lavorare con le prime tre costanti, in modo da individuare le diverse parti del corpo che si trovano sfasate rispetto alla linea d’asse e i punti di tensione. 

L’obiettivo è di sensibilizzare la percezione corporea, imparare a migliorare il nostro modo di osservare il nostro corpo, facendo  attenzione ai nostri punti di appoggio,  osservando la testa, la posizione delle spalle, la posizione del bacino.  

Questa presa di coscienza sarà necessaria in modo da iniziare lentamente con la correzione, per individuare, dove allentare le tensioni e, con l’aiuto dell’insegnante, quali sono gli interventi migliorativi da apportare.

SECONDA FASE: ASSESTAMENTO ED ESTENSIONE

 

Alla seconda fase si accede dopo aver risolto le tensioni nella prima fase. La seconda fase prevede è uno stadio di rilassamento cosciente del corpo ed il suo assestamento, fino a raggiungere un nuovo equilibrio del corpo. 

In questa fase si applicano le costanti 3 e 4 per raggiunge il costante rilassamento ed assestamento dell’osso sacro e del bacino, che permetterà pure il rilassamento e assestamento delle spalle, scapole e trapezio, con l’estensione passiva della zona cervicale. 

Alla fine della seconda fase si raggiunge l’estensione passiva della muscolatura, responsabile di una postura più evoluta.

TERZA FASE: SOSPENSIONE

La corretta applicazione della quinta costante, la sospensione muscolare consente di raggiungere uno stadio più evoluto della posizione eretta, in cui  l’allievo ha superato la fase di assestamento e rilassamento del corpo ed è in grado di gestire consapevolmente l’estensione muscolare anche in movimento. 

La sospensione muscolare è una postura cosciente che mantiene la colonna vertebrale nella sua migliore posizione, in estensione senza sforzo e richiede sempre l’applicazione della corretta respirazione, rilassamento, assestamento ed estensione.

La sospensione del corpo permetterà di lavorare tanto i muscoli volontari nel movimento, quanto il tono dei muscoli deputati al mantenimento della postura.

Tutte e tre le fasi descritte richiedo una costante attenzione alla respirazione.

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